Architettura e natura di Marco Del Francia

Palma. A flower from concret

Il binomio “uomo e ambiente” è un rapporto inscindibile per l’equilibrio e la sopravvivenza del pianeta e troppo spesso comportamenti scellerati degli esseri umani hanno compromesso tale equilibrio. Accade così che uno dei principali materiali da costruzione prodotto (in forma industriale) dall’uomo – il cemento – si sia caricato nel tempo di una pregiudizievole accezione negativa per l’uso speculativo che ne è stato fatto.
In architettura fortunatamente molti Maestri hanno reso omaggio a questo materiale sfruttandone progettualmente non solo le proprietà strutturali, ma anche le qualità estetiche. Fa piacere qui rilevare come nella piccola scala e nelle ricerca di nuove possibilità espressive legate agli oggetti di uso quotidiano, se non quando domestico, il cemento sia stato un tema di indagine progettuale di due designer toscani, Nicola Bellofatto e Giulio Pucci, ovvero “686 design_lab”. Dal confronto di due differenti percorsi formativi ma anche generazionali (classe ’68 il primo e ’86 il secondo), uniti da un’affine curiosità e spirito creativo, nasce nel 2013 Palma: “volevamo progettare un vaso per fiori, in cemento, e ridare dignità di materia a questo materiale spesso bistrattato, peraltro completamente riciclabile”.
Palma sfrutta al meglio le caratteristiche di sostenibilità intese sia in senso tecnico che culturale: è realizzata con una bassa complessità tecnologica, per evitare il problema degli alti costi di produzione e dei consumi assurdi di energia; sfrutta la reciclabilità di per se del materiale; ha una incredibile flessibilità d’uso (aggiungendo una fonte led è nata una lampada costituita da una costellazione di punti luce, da utilizzare come paesaggio domestico, ma oltre che fioriera e lampada può essere utilizzata come porta oggetti); la fonte luminosa led è a basso consumo in fase di utilizzo; è totalmente made in Italy, per valorizzare l’artigianalità e l’industria italiana.
“Per ovviare al problema del peso, abbiamo lavorato sull’idea della smaterializzazione, realizzando un elemento da ripetere e comporre o da utilizzare come singolo oggetto”.
Una sfida progettuale che annulla la distanza critica sull’uso del cemento, mettendo in evidenza le potenzialità espressive e formali di un materiale che, se affidato al disegno di illuminati designer, partorisce sorprese come questa: “Palma è la provocazione di un’emozione, dal cemento nasce un fiore…”.

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