Concorsi di Sandro Ghezzani e Elio Bedarida

Il concorso libero per un nuovo stadio a Firenze

Lo stadio Artemio Franchi di Firenze e’ l’esempio di come una tipologia architettonica particolare possa assurgere a diventare monumento moderno e per notorieta’ travalicare i confini nazionali al di la’ dei destini sportivi e del blasone della squadra calcistica che ne fa uso. Il maestro Pier Luigi Nervi, correva l’anno 1931, progetto’ ai tempi una struttura che per arditezza, eleganza e funzionalita’ apparve da subito un’opera degna delle piu’ antiche glorie architettoniche fiorentine. Caratteristiche peculiari dell’opera – mirevole esempio dell’uso del calcestruzzo armato – sono la slanciata pensilina della tribuna principale, le splendide scale elicoidali per l’accesso alla gradinata e alle curve, e l’alta torre Maratona, elemento comune a molte archietture del Ventennio, qui particolarmente riuscita nell’eleganza dei suoi 75 metri.

L’impianto – che tradisce un tributo al regime fascista visibile in pianta nella forma a D per dux – sorse a Campo di Marte, un’area che prima aveva ospiatato le grandi parate militari e in seguito, a partire dal 1910, aveva visto sorgere un aerodromo.

Individuata a Peretola la zona destinata al nuovo aeroporto, le attivita’ di volo lasciarono il posto al nuovo stadio.

Capace di 45.000 spettatori, per uno sport che aveva visto crescere molto l’interesse del pubblico a Firenze come nel resto d’Italia, lo stadio progettato da Nervi non risultava incompatibile con le altre funzioni urbane ivi presenti essendo la zona ancora periferica e scarsamente abitata. Successivamente, come in molti casi analoghi in Italia, l’espansione urbana del Secondo Dopoguerra ha finito per inglobare le periferie storiche rendendo difficile la convivenza fra strutture per grandi eventi sportivi e aree residenziali.

L’attuale proprieta’ della Fiorentina a partire dal 2008 ha lanciato l’idea di costruire una cittadella sportiva in zona Castello, lasciando l’Artemio Franchi per il rugby e altre manifestazioni e prospettando cosi’ la soluzione ai problemi che le partite arrecano ai residenti del quartiere – nonche’ per quelli del traffico di un ben piu’ ampio settore urbano ogni qualvolta la Fiorentina gioca in casa.

L’ambizioso progetto Della Valle ha poi subito una battuta d’arresto dovuta alle vicende giudiziare dei terreni di proprieta’ Ligresti, posti sotto sequestro dalle autorita’, alimentando quindi un ampio dibattito in citta’ sulle possibili alternative.

Castello inoltre puo’ presentare ripercussioni negative sugli abitati dei comuni limitrofi, frenare lo sviluppo dell’aeroporto e compromettere il progetto del parco omonimo.

Nel 2011 il comune ha proposto l’utilizzo di una superficie di 15-20 ettari nell’area Mercafir – proposta accantonata e recentemente tornata in auge –, ridimensionando le ambizioni della proprieta’ della Fiorentina. Nel frattempo un gruppo di cittadini, sul sito TuttaFirenze.it, ha indetto un concorso di idee aperto a professionisti e non per il nuovo stadio cittadino, con l’intento non di voler specificare un’area ma piuttosto col fine di concentrare gli sforzi dei partecipanti nel configurare il nuovo stadio come segno distintivo di Firenze come ottanta anni fa lo fu il Franchi.

Ampio e’ stato l’interesse riscontrato per l’iniziativa tanto che gli organizzatori del concorso consegneranno al comune i lavori dei partecipanti con la speranza che cio’ incentivi le parti in causa a giungere quanto prima a trovare un accordo che soddisfi entrambi.

Al di la’ dell’esito del concorso e dell’ottima iniziativa intrapresa da TuttaFirenze.it, cio’ che e’ auspicabile e’ che la citta’ (ma il tema e’ molto di attualita’ anche a Pisa come altrove) si doti di un impianto volto alla sosteniblita’, in armonia con il contesto in cui si collochera’, nel quale i piu’ svariati aspetti siano presi in esame, per un progetto moderno e radicale. Radicale significa che non ci si dovra’ “limitare” ad una struttura teconologicamente all’avanguardia ma piuttosto, se e’ vero che la giusta collocazione di una finestra puo’ cambiare la vita di chi abita la casa, a maggior ragione l’idea dello stadio come luogo di incontro e di ricreazione in cui coltivare la cultura dello sport e della conoscenza dell’altro in armonia con l’ambiente – in cui la partita sia solo uno degli svariati eventi che vi si svolgono durante l’arco dell’intera giornata – potra’ suggerire una nuova tendenza ancor prima che un’ autentica cultura sportiva sia opportunamente promossa da programmi scolastici e campagne governative congrui ai tempi, per risparmiarci quelle scene di violenza tra teppisti intorno agli stadi italiani non ancora scoraggiate da sanzioni adeguate

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