Le oscure, splendenti città del Futuro di Alessandro Melis

El Niño vs ZOMBIEcity

A Zombicity ci chiediamo se ci sia da preoccuparsi di più per l’attacco degli zombie o di El Niňo.

 

I fatti stanno così: nel 2013 uno modello di studio di un team di climatologi guidati da Weinju Cai, ha dimostrato che la combinazione El Niňo – Oscillazione meridionale, avrebbe raddoppiato la frequenza da un evento ogni vent’anni ad uno ogni dieci (Weinju Cai and others, Increasing frequency of extreme El Niño events due to greenhouse warming, in Nature Climate Change, 2014).

 

Essendo un sistema in continua trasformazione ci aspettiamo, in futuro, un ulteriore aumento della frequenza del fenomeno oltre all’incremento della sua virulenza.

 

Durante l’evento del 1997-98 i danni, dovuti ad inondazioni  da una parte e a siccità dall’altra, hanno causato danni per 35-45 miliardi di dollari e 23.000 vittime in tutto il mondo senza considerare l’impatto sociale registratosi nelle nazioni più colpite come Ecuador e Perù.

 

Se a questi dati aggiungiamo i danni per oltre 33 miliardi prodotti dai cicloni che in meno di un anno hanno colpito due volte,  lungo la costa oceanica americana (Sandy, 2012) e nella costa pacifica dell’Asia (Haiyan, 2013) ci potremmo rendere facilmente conto che l’aumento di frequenza ed intensità di questi eventi oltre ad influenzare la vità di milioni di terrestri, ci costringerà a ripensare le nostre città.

 

Pur comprendendo che la proliferazione degli zombie risulta particolarmente spaventosa perchè va a toccare alcuni tabù, come la morte e il cannibalismo, dovremmo pragmaticamente rivedere le nostre politiche urbane e sociali per poter investire adeguati finanziamenti ed energie nella reinterpretazione delle città in chiave di resilienza e in strumenti di mitigazione degli eventi climatici che diverranno elementi imprescindibili del nostro habitat.

 

Altrimenti sarà del tutto inutile pensare ai muraglioni anti-zombie.

 

 

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